Vite da Ritmica – Giorgia Anselmi

La sua presenza è insostituibile nelle competizioni anche se ultimamente con un ruolo diverso da quello dell’atleta a seguito di problemi alle anche; spazia da truccatrice a supporter a mental coach ma la sua partecipazione è sempre fondamentale per il buon equilibrio delle ragazze nelle fasi pre competizione.

Parliamo di Giorgia Anselmi….

1 Come stai vivendo questa esperienza così particolare?
È di sicuro un’esperienza particolare, all’inizio è stato un po’ difficile abituarsi a questa routine, non poter uscire, scuola online, allenamenti online era tutto nuovo.
È difficile stare così tanto tempo lontano dalla palestra è dalle mie compagne, siamo passate dal vederci tutti i giorni al non vederci per quattro mesi. Questi allenamenti ci stanno aiutano a lavorare su cose che magari in palestra non saremmo riuscite a fare per mancanza di tempo, è un lavoro sicuramente diverso ma divertente.

Sei un’atleta con grandi doti di mobilità e forza che esaltano la tua performance. A cosa devi questi pregi secondo te?
La gara mi regala mille emozioni diverse, la prima è l’ansia, però poi tutto diventa adrenalina, e quando entro in pedana ci sono solo io e il mio attrezzo, le uniche persone che so che ci sono, li dietro a quella pedana a sostenermi sono le mie allenatrici e sapere che sono lì dietro mi rassicura tanto. Quindi sicuramente è merito delle mie allenatrici che ci sono sempre e che mi aiutano in ogni momento, sanno sempre cosa dirmi quel secondo prima di entrare in pedana, di sicuro questo è fondamentale. Anche le mie compagne, prima di una gara cerchiamo sempre di sostenerci, caricandoci a vicenda. Il sostegno da parte di allenatrici e compagne è fondamentale quindi di sicuro devo a loro questo “pregio”.

Qual è stata la tua gara più esaltante? O più cara?
Ogni gara mi ha regalato emozioni diverse e per questo sono tutte un bel ricordo, però la gara che mi è più cara è stata la seconda prova di serie C del 2018, era un periodo molto particolare per noi e l’unione che c’era e che c’è tutt’ora in quel gruppo era fantastica, in pedana sentivi tutto il loro sostegno e la loro forza e di sicuro questo ha reso indimenticabile quella gara. Però anche il torneo “stelle di Natale” sia del 2017 che del 2019 sono state gare molto importanti per me perché sono state le prime gare dopo i miei infortuni, era molto tempo che non entravo in pedana, le sensazioni di quei momenti sono state stupende, avevo tutte le mie compagne e allenatrici che mi sostenevano e che tifavano per me.

La sensazione peggiore?
Sicuramente la paura di deludere, la paura che tutti i tuoi sacrifici non vengano ripagati e la delusione di non riuscire a raggiungere i tuoi obbiettivi.

Ti ricordi il tuo esordio nella ginnastica?
Ho iniziato ginnastica a 7 anni, facevo i corsi dopa la scuola, ho iniziato senza neanche sapere cosa fosse e già dopo la prima lezione ho capito quanto questo sport fosse bello e mi sono subito innamorata. A 10 anni quando sono entrata nella palestra in cui tutt’ora mi alleno, ho capito veramente che quella sarebbe stata la mia seconda casa per tanto tanto tempo, ogni volta che ci entravo mi spuntava un sorriso e adesso a distanza di 8 anni non è cambiato nulla, il sorriso è sempre lo stesso

La GR è stata una parte importante nella tua formazione?
La ginnastica mi ha insegnato tanto, è stata parte fondamentale della mia crescita. Mi ha insegnato l’educazione, il rispetto e mi ha insegnato ad avere fiducia, che in un percorso così è fondamentale. Ho imparato cos’è il vero lavoro e che per ottenere ciò che si vuole bisogna lottare, mi ha insegnato a non arrendermi e a non fermarmi al primo ostacolo che mi trovo davanti. Mi ha insegnato tante cose e stare qui ad elencarle tutte sarebbe impossibile!

A 14/15 anni ti senti diversa dalle tue coetanee? Come vivi la tua giovinezza?
Non tanto diversa, di sicuro è una scelta di vita, che mi porta a fare tante rinunce, ma che non mi pesano, perché la passione per questo sport è tanta. Purtroppo, è uno sport che prima o poi finisce, quindi non si tratta di rinunciare alla vita sociale, semplicemente la si rimanda a dopo. Non mi pento delle scelte che ho fatto e continuo a fare, anzi lo rifarei mille volte ancora.

Cosa consigli alle giovanissime ginnaste?
Alle giovani ginnaste vorrei dire di non arrendersi al primo ostacolo che ci si trova davanti, è di sicuro uno sport difficile, ma le emozioni che ti regala sono uniche, nessun altro sport ti regala questi sorrisi e queste gratificazioni. Auguro a loro di sbagliare perché è da lì che si impara. Spero che riescano a innamorarsi di questo sport, perché nonostante i pianti, le fatiche e le delusioni è uno sport bellissimo che ti porta a altrettanti sorrisi e vittorie. Auguro a loro di trovare delle compagne fantastiche che le sostengano sempre, auguro a loro di riuscire a viversi al massimo questi anni perché sono i migliori!

Stai iniziando il percorso da tecnico. Perché? Come ti sembra questa nuova esperienza?
Ho deciso di iniziare il percorso da tecnico perché vorrei continuare a restare nell’ambito della ginnastica anche un domani. Io sono molto legata alle mie allenatrici e alla società quindi vorrei poter continuare a farne parte anche sotto un’altra veste. Di sicuro non sarà un percorso facile, anzi, forse sarà anche più difficile ma sarà di sicuro bellissimo. Dentro o fuori dalla pedana, voglio che la ginnastica continui a fare parte della mia vita è il mio obbiettivo è quello di provare a trasmettere la mia passione anche alle mie future ginnaste, proprio come hanno fatto le mie allenatrici.