Vite da ritmica – Cecilia Nuvolari

Una ginnasta a noi molto cara, che ha dato un importante contributo alla Ritmica Piemonte. Cecilia Nuvolari, ora tesserata per Gym Aosta, ha messo in luce in quest’ultimo anno una notevole evoluzione che l’ha portata ai massimi vertici durante i campionati

 1 Come stai vivendo questa esperienza così particolare?
È una situazione molto insolita: è stato difficile stare collegate online senza contatti con le mie compagne, talvolta i problemi di collegamento rendevano impossibile capire gli esercizi e gli spazi a disposizione erano inadeguati… Colpire lo schermo del computer con una clavetta era un attimo! Però non tutto è stato negativo: in questo tempo siamo riuscite a lavorare su elementi su cui in palestra non abbiamo il tempo di soffermarci e questo ci ha permesso di migliorare su altri aspetti.

2.Sei un’atleta con grandi doti di mobilità e forza che esaltano la tua performance. A cosa devi questi pregi secondo te?
La mia mobilità deriva sicuramente da tanto lavoro: all'inizio non ero molto sciolta, ma con il tempo sono migliorata molto, sia di schiena che di gambe. Quand' ero piccola vedevo le ginnaste più grandi eseguire movimenti di grande ampiezza con facilità e mi sembrava impossibile riuscire a diventare come loro… finché, senza rendermene conto, ci ero arrivata anch'io.

3. Qual è stata la tua gara più esaltante? O più cara?
La gara più bella e piena di emozioni è stata sicuramente la finale nazionale di categoria 2019. Un obiettivo così alto per me era sempre stato un sogno e trovarmi a condividere la pedana con le migliori ginnaste d’Italia e, per un momento, sentirmi una di loro, è stato incredibile. Entrare in contesto del genere, mi ha dato una fortissima carica.
Un'altra gara a me cara è la seconda prova di serie C 2019 con la ritmica Piemonte, in cui, grazie a un ottimo punteggio alla palla, sono riuscita a dare il mio contributo alla squadra. In quel momento mi sono sentita orgogliosa di aver ripagato la fiducia che le allenatrici e le compagne della Ritmica Piemonte avevano riposto in me.

4.La sensazione peggiore?
La sensazione peggiore secondo me è…quando, dopo aver provato molto, e dopo tanti sacrifici, non si riesce a dare il massimo in gara. Quando commetti un errore che in un attimo rovina un esercizio, quando l'ansia ti blocca e non riesci a reagire, quando la tua mancanza di concentrazione compromette il lavoro di tutta la squadra…. Per fortuna questi “momenti peggiori” si dimenticano e si guarda alla gara successiva, con la certezza che non accadrà mai più!

5.Ti ricordi il tuo esordio nella ginnastica?
Ho iniziato a frequentare la palestra della Gym Aosta sin da quando ero molto piccola perché accompagnavo mia madre e mia sorella, ma ci è voluto del tempo per prendere con serietà un'attività che all'inizio era più svago e divertimento.
Con il tempo la passione è cresciuta e piano piano la ginnastica è diventata una parte della mia vita da cui non potrei staccarmi.

6.La GR è stata una parte importante nella tua formazione?
Crescere con la ginnastica vuol dire imparare ad organizzare le proprie giornate con i compiti e la scuola, e dare un valore al proprio tempo libero. Mi ha resa più sicura di me, capace di mettermi in gioco e accettare gli errori e le sconfitte. Ma la cosa più importante è stato riuscire a lavorare con le mie compagne, aiutandoci nei momenti difficili e divertendoci insieme in ogni momento possibile.

7.A 14/15 anni ti senti diversa dalle tue coetanee? Come vivi la tua giovinezza?
Rispetto a molte mie coetanee ho molto meno tempo libero e devo sapermi organizzare, ma oltre a ciò non mi sento molto diversa dalle altre ragazze. A volte devo fare qualche rinuncia per via delle gare o degli allenamenti, ma alla fine vengo sempre ricompensata: le emozioni che mi hanno dato certe gare o la soddisfazione di aver imparato qualcosa di nuovo e difficile valgono qualche piccolo sacrificio.

8.Cosa consigli alle giovanissime ginnaste?
Alle giovani ginnaste consiglio di concentrarsi su tutto ciò che amano nella ginnastica: anche nei momenti di sconforto o dopo una gara andata male c'è sempre qualcosa che ci fa venire voglia di ricominciare, di provarci ancora.
Anche il ritorno in palestra dopo questo periodo di fermo deve essere vissuto come una sfida da superare…insieme