Vite da ritmica – Alessia Toscano

Come stai vivendo questa esperienza così particolare?

Questo è un periodo malinconico. stare in casa, uscire solo per fare la spesa, utilizzare guanti e mascherina, non poter andare a scuola, e soprattutto non potersi allenare… Il virus ha letteralmente stravolto la mia vita. Le mie giornate sono scandite dalle video lezioni, la preparazione per gli esami e gli allenamenti online. All’inizio è stato strano vedere allenatrici e compagne attraverso uno schermo, come è strano fare danza attaccata alla spalliera del divano e utilizzare gli attrezzi nel salotto di casa, un’esperienza particolare che mi ha fatto crescere, rendendomi più responsabile. Aspetto con ansia il momento in cui si potrà tornare in palestra per riprendere con più determinazione da dove avevamo interrotto!

Sei un’atleta che riesce a trascinare il pubblico durante le tue esibizioni a cosa devi questo pregio secondo te?

Non so come spiegare, la Ginnastica Ritmica per me è importantissima, è un qualcosa di cui non posso fare a meno. Quando prendo gli attrezzi in mano e provo gli esercizi, mi sento libera e sono me stessa al 100%. Le mie musiche sono quasi sempre grintose perché mi permettono di sfogare tutte le mie energie, esplodere! Io sono una ragazza molto ansiosa, in gara tendo a isolarmi, entro nella mia bolla dove ci sono solo io, la mia ansia, l’attrezzo, la musica, le parole della mia allenatrice e i miei riti scaramantici prima di entrare in pedana. Quando inizia la musica entro nel mio mondo, è l’unico mezzo che ho per poter dimostrare chi sono e trasmettere tutte le mie emozioni. Quando le persone si lasciano coinvolgere applaudendo, allora vuol dire che nel mio piccolo ho fatto vedere un pezzetto di me e forse sono riuscita a trasportarli dentro a quel vortice di emozioni che è per me la ginnastica ritmica. Questo sport mi permette sia di essere me stessa ma anche di diventare, per un minuto e mezzo, un soldato della seconda guerra mondiale, Michael Jackson, il direttore di un circo… in pratica di raccontare la storia nascosta all’interno delle musiche…e alla fine del mio esercizio quando sento gli applausi, so nel mio piccolo, di esserci riuscita.

Qual è stata la tua gara più esaltante? o più cara?

Non credo di avere una gara più esaltante di altre, da tutte ho imparato qualcosa e tutte hanno lasciato dentro di me un ricordo importante. Sicuramente i nazionali di specialità del 2018, li definisco il mio punto di partenza e anche se può sembrare strano è solo da quella gara che ho capito di valere qualcosa.  Infatti a quei nazionali mi è sembrato di arrivarci per caso, ho gareggiato senza grandi aspettative, il mio unico obiettivo era fare bene, cercare di mettere a frutto tutti i sacrifici fatti fino a quel momento, cercare di rendere orgogliosi la Gym Aosta che mi ha permesso di proseguire in un momento buio della mia carriera sportiva, i miei genitori, tutte quelle persone che fino a quel momento hanno creduto in me! Volevo far capire che in quella gara piena di ginnaste importanti c’ero anche io, volevo che le persone si ricordassero di me, una ginnasta fisicamente sbagliata ma che è in grado nel suo piccolo di sorprendere. Da li sono cambiate tante cose, sono entrata a far parte della società Ritmica Piemonte che in brevissimo tempo è diventata come una famiglia, ed è grazie a lei che ho trovato nuovi stimoli per andare avanti!Ho imparato cosa significa il vero lavoro,

la sensazione peggiore?

Sembrerà strano ma questa per me è la domanda a cui è più facile rispondere. Sono una ragazza che non riesce mai ad accontentarsi, che il bicchiere lo vede sempre mezzo vuoto o non lo vede proprio. e il mio elenco di brutte sensazioni è davvero lungo! La sensazione di deludere chi crede in me, la sensazione di non essere abbastanza, di non riuscire a dimostrare in quel minuto e mezzo chi sono davvero, di non soddisfare le aspettative riposte in me, la sensazione di poter buttare per aria mesi di allenamenti e di lavoro (tratto da una storia vera, R.I.P nazionali specialità 2019), la paura di non riuscire a migliorare, la sensazione di non riuscire a superare i miei limiti (che fidatevi sono molti!) la paura di essere sbagliata e di deludere chi ha scommesso su di me. La mia maledetta Ansia, le mie paranoie che molte volte mi hanno portato a sbagliare gare importanti.Ma c’è chi crede in me, chi mi sostiene, chi nonostante gli allenamenti eterni scanditi da urla e pianti regolari prova a capirmi e mi sprona a non sentirmi sempre inadeguata tirando fuori in pedana il meglio di me!

Ti ricordi il tuo esordio nella ginnastica?

Mi ricordo che è stata mia madre a portarmi ad un corso di Ginnastica Ritmica, semplicemente perché era il più vicino a casa ed io ero una bambina iperattiva che aveva bisogno di impiegare le sue energia in qualcosa. Mi sono innamorata subito di questo sport, avevo imparato a fare la ruota a casa ed ero solita arrabbiarmi quando le bambine più grandi sapevano fare cose difficili e questo mi ha sempre spronato a non accontentarmi, e ad essere determinata nel raggiungere i miei obiettivi. La mia prima gara è stata particolare, avevo i capelli sciolti e attrezzi veramente troppo grandi per me! Però da li è iniziato un lungo percorso di cui non sono pronta a vedere la fine, che tra gioie e tante delusioni mi ha portato fino a qui.

La Ginnastica Ritmica è stata una parte nella tua formazione?

Sì, è stata molto importante per la mia formazione, mi ha aiutata a organizzarmi nello studio perché era l’unico modo per poter proseguire in questo percorso. La ginnastica mi ha aiutata a disciplinarmi, ad essere per quanto mi è possibile più rigorosa e meticolosa. Ho imparato a non accontentarmi sia nello sport che nella vita e anche se talvolta è davvero difficile, mi sento di dire che se si ha una grande passione tutto diventa più semplice!

A 15\20 anni ti senti diversa dalle tue coetanee? Come vivi la tua giovinezza?

Non direi diversa, semplicemente la mia scelta di vita mi porta a tante rinunce che faccio volentieri.Se essere diversa vuol dire aspettare con ansia gli allenamenti in palestra e cercare di migliorare giorno per giorno, allora sì, sono fiera di essere diversa dalle mie coetanee. Non rimpiango nulla, non mi dispiace rinunciare alla vita sociale, mi sento speciale perché al contrario di tanti io cerco di realizzare i miei sogni. Quindi per quanto a volte sia difficile sono contenta della strada che ho intrapreso.

Cosa consigli alle giovanissime ginnaste?

Alle giovani ginnaste spero che come me si possano innamorare di questo sport, Spero capiscano che parole come “non sono capace o non ce la faccio” nella ginnastica non esistono. Nonostante ci saranno momenti di sconforto, la fatica degli allenamenti, le delusioni delle gare, le incomprensioni con le compagne, non bisogna mai perdere di vista quello che di bello questo sport può regalare: rende più forti e ci insegna a reagire davanti alle difficoltà. Con il duro lavoro arriveranno anche le grandi soddisfazioni!